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OSCILLOSCOPIO:
Approfondiamo
con qualche esempio
Questa parte della guida (o tutorial come si dice)
viene dedicata ai principianti per capire meglio le
varie situazioni che si possono verificare durante
l'uso dell'oscilloscopio.
Misura di picco e picco - picco
Come si intuisce il valore picco picco indica la massima escursione
verticale di un sengale ossia la differenza tra i livelli estremi
(massimo positivo e massimo negativo).
Invece il valore di picco è la metà dato che indica
il massimo valore rispetto allo zero.
Nell'onda triangolare della figura seguente il valore picco picco
vale due divisioni. Supponendo di avere impostato 1V/Div il valore
risultante è 2Vpp cui ovviamente corrisponde un valore
di 1Vp. Questo concetto si applica ad ogni tipo di forma
d'onda del segnale.
Accoppiamento del segnale entrante
Può essere in corrente continua DC (Direct Current)
oppure in corrente alternata AC (Alternate Current).
- Quando si accoppia in AC, significa che il segnale entra
passando attraverso un condensatore (in serie) il quale
svolge la funzione di bloccare la componente continua,
lasciando passare solo le variazioni alternate del segnale,
anzi diciamo rapide visto che si realizza un filtro
passa alto (ossia lascia passare le frequenze alte).
-
Quando invece si accoppia in DC significa che il segnale
entra direttamente senza alcun filtro e quindi passa e
si osserva anche la componente continua del segnale.
Supponiamo ora di voler osservare il segnale di ripple
(increspamento) in uscita da un alimentatore.
Si tratta in genere di un piccolo segnale sovrapposto
ad una tensione continua che in confronto è
molto maggiore.
Ad esempio potremmo avere una tensione continua di 12 Volt
sulla quale si sovrappone un ripple di 0,05 Volt picco picco.
Accoppiando in DC e impostando 2 V/Div vedremo una linea
che si trova 6 divisioni sopra lo zero ma il ripple sarà
appena osservabile e di certo non misurabile.
Allora per misurare il ripple dovremo ridurre la scala per
esempio a 20 mV/Div ma il segnale uscirebbe dallo schermo
per via della componente continua e quindi siamo obbligati
ad accoppiare in AC il segnale.
Nel momento in cui ha inizio il disaccoppiamento da parte
del condensatore si osserva un repentino spostamento del segnale
che nel giro di poco tempo si assesta intorno allo zero.
Tutto questo è dovuto alla carica del condensatore
di accoppiamento che deve eguagliare il valore della
tensione continua da bloccare. Se dopo spostiamo la sonda
dal 12V e tocchiamo la massa (lo zero) vedremo il fenomeno
opposto dovuto alla scarica dello stesso condensatore.
Tempi di salita e discesa
Per misurare i tempi di salita e discesa di un segnale
a gradino si deve sapere che il tempo di salita viene
definito come il tempo che un segnale impiega per andare
dal 10 al 90 percento della sua ampiezza. Questo per
poter escludere tutti i fenomeni di overshoot ed undershoot
(sovra e sotto elongazione) dalla misura che sono dovuti
a vari fattori non legati ai tempi in questione ma ad
esempio a riflessioni del segnale, ad instabilità
di un circuito eccetera.
Si tratta dunque di misuare un tempo tra due livelli di
tensione definiti come rapporto rispetto al valore picco picco,
perciò non è indispensabile conoscere l'ampiezza
assoluta del segnale.
Esecuzione della misura
Risulta comodo procedere scalibrando il guadagno sino a portare
il segnale picco picco tra +2,5 e -2,5 divisioni verticali
rispetto allo zero centrale.
Sul quadrante infatti è lì che troviamo le due
demarcazioni dello 0 e del 100 percento.
Va da se che in questo modo le divisioni +2 e -2 sono rispettivamente
il 90% ed il 10% rispetto al valore picco picco.
Ed ecco che dove esse incrociano il segnale definiscono
i due punti di misura del tempo di salita o discesa che sia.
Oscilloscopio analogico e digitale: La memoria
Appare intuitivo che gli oscilloscopi a memoria
siano molto comodi per osservare fenomeni non
ripetitivi. Concettualmente non importa se si
dispone di uno strumento analogico o digitale
quel che importa è che abbia la memoria.
Nella spiegazione del
trigger
abbiamo visto
i tre modi possibili, AUTO, NORMAL e SINGLE.
Ebbene, tra questi il modo SINGLE si presta
perfettamente per stabilire il momento in
cui memorizzare una scansione.
Certamente i moderni oscilloscopi digitali sono
più potenti e facili da usare ma i concetti
di base non cambiano.
ANALOGICO o DIGITALE: Negli oscilloscopi digitali
è implicito che la memoria sia presente.
Bisogna comunque essere coscienti del fatto che i
segnali vengono campionati e quindi la frequenza
di campionamento introduce un battimento con la
frequenza del segnale da visualizzare.
Senza farla troppo lunga in pratica significa
che ad esempio un segnale sinusoidale ad alta
frequenza quando osservato con bassi tempi di
scansione potrebbe essere visualizzato come sinusoide
a bassa frequenza inducendo in errore se non si
è consapevoli del problema.
Gli oscilloscopi analogici con memoria non hanno
questo problema ma sono ormai rari e costosi.
Dubito che ne esistano ancora in commercio.
Comunque la memorizzazione avveniva
direttamente sullo schermo di visualizzazione
in modo analogico.
In conclusione direi che certamente i digitali
hanno soppiantato gli analogici infatti sono oramai
meno costosi e con migliori prestazioni.
Per concludere se avete
- correzioni da segnalare
- altre domande sull'oscilloscopio
- suggerimenti di ampliamento alla guida
- altro ancora...
scrivetemi al seguente indirizzo
bbaba@tiscali.it
ed avrete la mia gratitudine oltre ad una risposta.
La cosa potrebbe servire a realizzare una sezione di F.A.Q. (domande frequenti) per esempio.
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Ultima modifica : 11 Aprile 2008